Cessione del credito: obbligo di segnalazione in Centrale Rischi

Commento a cura dell’Avv. Antonella Russomanto

La cessione del credito è un contratto a forma libera, realizzato a titolo oneroso o gratuito e il cui perfezionamento si raggiunge con il solo scambio del consenso da parte dei contraenti, non essendo imprescindibile il trasferimento simultaneo del credito dal cedente al cessionario. E’ opponibile al debitore ceduto dal momento della notificazione allo stesso, come ampiamente precisato dalla Cassazione (Sez. III 10.05.2005 n. 9761).
Rispetto alla cessione del contratto, registra un effetto maggiormente limitato in quanto rimane un trasferimento circoscritto unicamente al diritto di credito, mentre la prima opera un trasferimento dal cedente al cessionario dell’intera posizione contrattuale, con tutti i diritti e gli obblighi ad essa inerenti.
Come si innesta nel processo di segnalazione in Centrale Rischi e chi sono i soggetti coinvolti a vario titolo, soprattutto relativamente al rispetto dell’onere di comunicazione?
La disciplina in materia trova fondamento nell’art 58 TUB, che prevede l’obbligo per cedente e cessionario di adempiere alle obbligazioni oggetto di cessione.
Nello specifico, la regolamentazione si applica alle banche e ai soggetti diversi dalle stesse, purché inclusi nell’ambito della vigilanza consolidata riferita agli intermediari finanziari (ex art. 106 TUB).
La norma prevede in generale che, trascorsi tre mesi dal termine utile per l’espletamento della pubblicità connessa al perfezionamento dell’accordo, il solo cessionario divenga responsabile in via esclusiva.
Il disposto non costituisce, tuttavia, l’unica fonte disciplinare in materia: ulteriori specifiche sono infatti contenute nella Circolare n. 148 del 2 luglio 1991 e successivi aggiornamenti – Obblighi informativi in materia di Centrale dei Rischi – che si occupa di definire le modalità di segnalazione relative ai crediti oggetto di cessione. In particolare, relativamente alla categoria dei crediti ceduti a terzi, le operazioni di cessione da parte di intermediari segnalanti ad altri intermediari o ad altri soggetti implicano che la segnalazione avvenga a nome del debitore ceduto, per un importo pari al debito di quest’ultimo, indipendentemente dal prezzo di cessione.
E’ specificamente previsto che la segnalazione venga effettuata esclusivamente nel corso del mese in cui la cessione risulta perfezionata.
Nell’ipotesi in cui il cessionario sia un intermediario partecipante al servizio centralizzato dei rischi, sarà necessario che segnali il debitore ceduto all’interno della categoria di censimento dell’operazione originaria, per un importo corrispondente al debito del cliente e ciò vale tanto per le cessioni pro solvendo che per quelle pro soluto.
I passaggi riportati evidenziano che principale attore in tali ipotesi è il cessionario, soggetto sul quale incombe l’attività di comunicazione e dal quale dipendono i riflessi della segnalazione stessa all’interno della sfera giuridica degli intestatari.
In argomento è intervenuta anche la dottrina in diverse occasioni, precisando un aspetto molto importante: la segnalazione costituisce un’incombenza che trova il proprio fondamento nel contratto di cessione stipulato a monte dalle parti interessate, pertanto, viene a trovarsi direttamente in stretta connessione con gli effetti stessi dell’accordo.
Conseguenza immediata è quella per cui, il trasferimento della titolarità in capo al cessionario, determinerebbe di riflesso un onere per quest’ultimo di aggiornamento dati nei confronti della Centrale Rischi.
Ciò in virtù di una posizione assunta che può definirsi non solo di potere ma di soggetto su cui incombe l’applicazione di una specifica disciplina normativa.
Gli obblighi relativi all’invio della comunicazione in Centrale rischi rappresentano, pertanto, un unicum con il vincolo obbligatorio che si instaura tra le parti, transitando automaticamente ed imprescindibilmente in capo al nuovo titolare della situazione creditoria.
Il cessionario, infatti, diviene a tutti gli effetti il destinatario della disciplina legata al rapporto giuridico generatosi.
Relativamente alla necessità di aggiornamento dei medesimi dati comunicati, si può dedurre facilmente come sia altrettanto conseguente pensare che esita in capo al cessionario stesso un’incombenza in tal senso.
Proprio in virtù della posizione assunta quale destinatario della disciplina connessa al contratto di cessione, il cessionario diviene il soggetto in grado di provvedere anche all’aggiornamento delle informazioni comunicate in quanto eredita a pieno titolo, come preannunciato, una posizione giuridica complessiva, caratterizzata da diritti ed obblighi che determinano un’attivazione completa ed estesa ad ogni effetto collaterale.
Cosa accade per i soggetti che non rientrano nel circuito della Centrale e che conseguentemente non sono investiti in via diretta dall’obbligo?
La maggior parte dei pareri ritiene che in tali casi si possa considerare l’esistenza di un onere di richiesta aggiornamento dati in capo al debitore ceduto, tuttavia, in mancanza di un’attivazione in tal senso, risponderà sempre il cessionario dell’omissione.
Appare logica una conclusione del genere, se si riflette su due aspetti principali: come precisato, il trasferimento del diritto comporta una traslazione per il cessionario di diritti ed oneri connessi, che non giustificherebbe un’eccezione, a meno di uno specifico riferimento normativo che ne stabilisca il merito ed i limiti; non sarebbe prudente ed opportuno, in aggiunta, lasciare nell’esclusiva autonomia del debitore ceduto l’onere di comunicazione, considerando possibili mancanze che determinerebbero, in ogni caso, l’intervento diretto del cessionario.

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