Fermo amministrativo: come fare ricorso, come cancellarlo

Il fermo amministrativo comporta in sostanza la perdita della possibilità di circolare con la propria autovettura Dopo aver ricevuto una cartella esattoriale (Equitalia) o un ingiunzione fiscale (enti locali che hanno optato per la riscossione in proprio) decorsi 60 giorni da questa, a discrezione dell’Ente creditore, si può mettere in atto tale procedura, previa comunicazione al debitore.

Procedura
Dal momento che Equitalia notifica una cartella, o l’ente creditore notifica un ingiunzione fiscale abbiamo rispettivamente 60 o 30 giorni per pagare. Trascorsi i termini e se l’importo è superiore ai 1000,00 euro l’ente impositore può avviare la procedura di iscrizione del fermo amministrativo. Se il credito è inferiore ai 1000,00 l’avvio della procedura è soggetta al preventivo invio della comunicazione ex lege 228/2013 senza il quale l’ente non può procedere alla fase della riscossione coattiva.

Il debitore a prescindere che abbia un debito inferiore o superiore ai 1000,00 euro deve essere messo al corrente dell’imminente iscrizione del fermo attraverso un documento denominato preavviso di fermo amministrativo, con il quale si avverte che in mancanza del saldo totale della cifra dovuta si procederà all’iscrizione del provvedimento.

Il fermo viene eseguito sui veicoli a motore, impedendo al legittimo proprietario di servirsene finché non sarà estinto il debito. In questo lasso di tempo il mezzo non può circolare previa sanzione amministrativa e non può essere radiato dal PRA, esportato o demolito; può essere venduto, con atto di data certa successiva all’iscrizione del fermo, ma non potrà circolare o essere radiato dal PRA. La sanzione per chi viene beccato a circolare nonostante il veicolo sia sottoposto a fermo amministrativo va da 714 a 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo. Infine, nel caso in cui il debito non venga saldato, il concessionario alla riscossione può forzare le vendita del mezzo

E se il veicolo è cointestato?
Verrà trascritto a nome del debitore intestatario al Pra e il cointestatario non potrà far altro che: sollecitare al pagamento il debitore; saldare egli stesso il debito per poi rivalersi nei confronti di chi avrebbe dovuto pagare il debito.

A cosa vado incontro se non pago?
L’auto sottoposta a fermo non può circolare non può essere radiata né con la demolizione né l’esportazione. Chi viene colto a circolare con un veicolo sottoposto a fermo amministrativo incorre in una multa compresa tra 714 euro e 2.859 euro, oltre alla confisca del mezzo. Se viene venduto in seguito all’iscrizione del fermo, l’auto o la moto restano bloccati con gli stessi effetti di divieto alla circolazione e radiazione. E’ importante quindi anche per l’acquirente di un veicolo accertarsi della presenza di un fermo amministrativo su auto usate, prima di concludere la transazione, visto che nel caso in cui il credito del debitore principale – colui che vende il veicolo – non venisse saldato, Equitalia può vendere il veicolo in possesso dell’acquirente. Questo non significa che non possa essere venduto il veicolo sottoposto a fermo amministrativo, ma che il compratore deve esserne a conoscenza e che accetti esplicitamente la situazione. Viceversa, l’acquirente può chiedere l’annullamento della vendita o agire per la riduzione del prezzo.

Visura
Per conoscere se sul veicolo in questione è iscritta una richiesta di fermo amministrativo, si può chiedere una visura della targa al Pra, pagando 2,84 euro, oppure visitare il sito internet dell’Aci nell’apposita sezione Visure. Ci si può anche recare a una delegazione Aci o un’agenzia di pratiche auto, sostentendo i relativi costi.

Auto e bollo auto
Il bollo non può essere pagato su un veicolo sotto posto a fermo amministrativo ma questo non vuol dire che non si debba pagarlo. Si diventa evasori obbligatoriamente anche per il bollo.

Auto invalidi e auto aziendale
Anche i veicoli intestati a invalidi possono sottoporsi a fermo. Il fermo amministrativo illegittimo si ha quando si riesce a provare che il mezzo fermato è l’unico a disposizione, e lo stesso è strumentale allo svolgimento della propria professione, quindi necessario per l’attività lavorativa. In questo caso è illegittimo il fermo anche per il mezzo intestato a persona disabile.

Pagamento a rate
Si può effettuare il pagamento a rate, fino a 120 rate a seconda dell’importo. L’estensione della rateizzazione è stata introdotta nel 2013, prevedendo anche il decadimento del beneficio in caso di mancato pagamento di 8 rate.

Come fare ricorso
La competenza per esaminare un ricorso contro il fermo amministrativo è legata alla natura del debito e, conseguentemente, l’emissione del preavviso di fermo. E’ competente il giudice tributario per debiti relativi a tasse, imposte, tributi vari, mentre nel caso di multe non pagate ci si rivolge al giudice ordinario. Se il fermo è riferito a più debiti di natura diversa che sono cumulati, per ogni tipologia va presentato ricorso al giudice competente.

Cancellazione del fermo amministrativo
Per la cancellazione del fermo occorre presentare a un qualsiasi ufficio provinciale del Pubblico Registro Automobilistico (PRA):

  • il provvedimento di revoca in originale (rilasciato dal concessionario della riscossione dopo aver saldato il debito per il quale il fermo è stato iscritto) contenente i dati del veicolo, del debitore e l’importo del credito di cui si chiede la cancellazione;
  • il certificato di proprietà (CdP), sul cui retro compilare la nota di richiesta, o il foglio complementare;
  • il modello NP-3 (se non si utilizza il CdP come nota di richiesta).

Gli importi da versare al PRA per la cancellazione sono i seguenti:

  • imposta di bollo: euro 32,00 (se si utilizza il retro del CdP come nota di richiesta) oppure euro 48,00 (se si utilizza il modello NP-3 come nota di richiesta)

A seguito dell’esito positivo della richiesta, viene cancellato il fermo amministrativo e viene rilasciato un nuovo certificato di proprietà.

Carmine Di Filippo
Dottore Commercialista
Revisore contabile
Consulente per la riscossione degli enti locali

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Foto: Shutterstock /Lisa S.

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