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Resto al Sud: finanziamenti per i giovani imprenditori

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Resto al Sud è una misura a sostegno dell’imprenditoria giovanile. Di seguito i dettagli

«Resto al Sud è un ulteriore contributo allo sviluppo del Sud, che da due anni cresce addirittura più del centro Nord ed è dedicato in particolare ai giovani che possono intraprendere e non soltanto sognare di creare una propria piccola e media impresa. Basta pensare che lo sviluppo arrivi da qualche altra parte, bisogna trovarlo e stanarlo all’interno delle Regioni»: queste le parole di Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia (agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia), durante l’incontro pubblico svoltosi il 27 novembre a Napoli e promosso dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, per lanciare le ultime misure prese dal Governo a favore dei giovani meridionali: Resto al Sud e Banca delle terre. Ma cos’è, a chi è destinata e come funziona la misura Resto al Sud. Scopriamolo assieme.

Resto al Sud: cos’è

“Resto al Sud” è una misura a sostegno dell’imprenditoria giovanile [1]. Questo incentivo mira, quindi, a sostenere ed incoraggiare la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). La somma stanziata dal Governo per Resto al Sud è di 1.250 milioni di euro; la sua gestione è stata affidata a Invitalia.

Resto al Sud: quali sono le attività finanziate

Le attività che l’incentivo Resto al Sud mira a  finanziare sono le attività di produzione di beni e servizi. Sono, invece, escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio. In particolare le spese ammissibili sono:

  • le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
  • le spese per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Resto al Sud: quali sono le agevolazioni

Il finanziamento garantito da “Resto al Sud” copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
  • finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (Pmi).

Gli interessi del finanziamento sono coperti per intero da un contributo in conto interessi.

Resto al Sud: chi può usufruirne

Possono usufruire dell’agevolazione “Resto al Sud” i giovani tra 18 e 35 anni in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia al momento della presentazione della domanda. Qualora la residenza sia altrove, è possibile trasferirla nelle Regioni appena ricordate entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria oppure entro 120 giorni nell’eventualità in cui il giovane risieda all’estero. Si vuole incoraggiare i ragazzi che siano, allo stato attuale, fuori sede a tornare al Sud;
  • non beneficiari, nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità [2].

Durante tutta la durata del finanziamento i beneficiari non possono essere titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto.

Resto al Sud: chi può richiedere di finanziamento

Possono presentare istanza di finanziamento i soggetti sopra menzionati che siano già costituiti al momento della presentazione o si costituiscano, entro 60 giorni (o entro 120 giorni, in caso di residenza all’estero) dalla  data  di  comunicazione del positivo esito dell’istruttoria nelle seguenti forme giuridiche:

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  • impresa individuale;
  • società, ivi   incluse le società cooperative.

I soggetti beneficiari della misura devono mantenere la residenza in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per  tutta  la  durata  del finanziamento; le imprese e le società devono avere, per tutta la durata del finanziamento,  sede  legale  e operativa nelle regioni appena ricordate [3].

Resto al Sud: come inviare la domanda

Le domande possono essere inviate a partire dal 15 gennaio 2018, esclusivamente online, attraverso la piattaforma web di Invitalia, dove è possibile collegarsi per avere tutte le informazioni utili. Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo.

                <h4>note</h4>
                [1] È stata istituita dal D.L. 91/2017, convertito nella L. 123/2017.

[2] Art. 1, co II, D.L. 91/2017, convertito nella L. 123/2017.

[3] Art. 1, co VI, D.L. 91/2017, convertito nella L. 123/2017.

Autore immagine: Pixabay.com

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